IMPRESSIONI E RIFLESSIONI DI UNO CHE C'E' STATO
SETTEMBRE 2007

Martedì 31 luglio, in un pomeriggio soleggiato arriviamo al Villaggio della Speranza di Suor Rosaria e Don Vincenzo. L'accoglienza è calda e cordiale e, depositati i bagagli, veniamo invitati a visitare la complessa struttura.

Durante il passaggio davanti ai vari fabbricati vediamo, di tanto in tanto, fare capolino da dietro le porte qualche ricciolo nero e qualche visino con grandi occhi sorridenti: sono i bambini ospiti del Villaggio. I più coraggiosi si spingono verso di te per stringerti la mano, per ricevere una carezza e mentre tu lo fai senti le loro manine fredde e le loro guance gelide. Fingi di non sentire: è la malattia che li ha colpiti a ridurli così.

Durante la permanenza nel Villaggio, pù volte mi è capitato di incontrare questi piccoli; vederli giocare con tanta allegria, correre nel verde dietro a un pallone sgonfio e rabberciato: sono felici, immensamente felici e guardandoli senti che trasmettono anche a te questa loro gioia di vivere.

Momenti toccanti e di grande commozione li ho vissuti durante la S. Messa domenicale, dove tutti riuniti in un grande salone, abbandonando i loro genitori adottivi, vengono da te per ricevere una carezza, guardarti l'orologio o chiederti di far loro provare gli occhiali che porti; alla fine della cerimonia ci salutiamo e ci diamo appuntamento per la domenica successiva.

Purtroppo è arrivato il giorno della partenza e mentre carichiamo i bagagli sul pullman, alcuni bambini vengono a salutarci per l'ultima volta. Alcuni cercano di pronunciare il nostro nome, altri chiedono cose nella loro lingua che non capiamo, altri ancora si fanno più vicini per ricevere un abbraccio, una carezza, un bacio: in quel momento sento un nodo stringermi la gola e due gocce mi bagnano il viso.

Pensando che stesse piovendo guardo lassù, ma il cielo è splendidamente sereno, allora capisco...al cuore non si comanda.

Grazie bambini per quanto mi avete insegnato.

Non lo dimenticherò.

Giuseppe Compagnoni

IL RICORDO DI UN'ESPERIENZA CHE DA' GRANDE CARICA
SETTEMBRE 2007

Rientrati in Italia ormai da due settimane, già immersi a pieno ritmo nella routine quotidiana, il pensiero torna al Villaggio della Speranza.

Non con l'amarezza di chi pensa alle vacanze già concluse, ma con la gioia di chi sa che di questa esperienza rimarrà per sempre un segno tangibile: la chiesa e il campanile che abbiamo costruito sono la prova che abbiamo impiegato bene il nostro tempo.

La fatica è già stata dimenticata, il ricordo più vivo è il suono delle campane e dei canti durante la messa.

Le nostre giornate cominciavano con il saluto dei bambini che arrivava dal buio dietro le finestre delle casette del Villaggio: il più bel "buongiorno" che potessimo desiserare!

Ci aspettavano dieci ore di lavoro, chi in cantiere, chi in cucina, chi alla macchina da cucire.

Eppure si trovava sempre il tempo di andare al dispensario a dare una mano a dar da mangiare ai bimbi più piccoli, o a scuola per dare lezioni di chitarra o fare una partitella a calcio!

Tutta l'energia ci è stata restituita dalle parole e dalle lacrime di gioia di Don Vincenzo e Suor Rosaria, quando ci hanno salutati con l'ultima messa prima di partire.

E adesso che siamo qui, tornati al solito lavoro, ci rendiamo conto che non è proprio tutto come prima, qualcosa è cambiato, o forse a noi sembra così perchè abbiamo un nuovo punto di vista: l'esperienza fatta ci fa vedere le cose in modo diverso e i problemi quotidiani si ridimensionano.

Abbiamo dato tanto, ma ci abbiamo guadagnato in termini di maturità e coscienza.

Adesso pensiamo alle attività da svolgere qui in Italia, sostanzialmente raccolta di fondi, sicuri che l'amicizia rinnovatasi grazie a questo campo di lavoro permetterà al Gruppo di continuare per la sua strada e nella speranza che questa nostra testimonianza serva ad invogliare i giovani a dedicarsi di più al volontariato!

Luisa e Mirko